Villa Della Porta Bozzolo

Palazzo Storico

Villa cinquecentesca con interni affrescati in stile rococò, giardino barocco terrazzato, antica filanda: un’esperienza tra storia, miti e suggestione.

N el cuore di Casalzuigno, accanto ai boschi che accarezzano il Lago Maggiore, sorge la Villa Della Porta Bozzolo. Nata nel XVI sec. come modesta “casa da nobile” del notaio Giroldino Della Porta, si trasformò in elegante dimora aristocratica sotto Carlo Girolamo e, soprattutto, grazie al sontuoso matrimonio di Gian Angelo III con Isabella Giulini nel Settecento, quando intervenne l’architetto Antonio Maria Porrani per scolpire il parco barocco e rendere l’edificio affresco e pietra

Un giardino che racconta

I l parco è un teatro di suggestioni: quattro terrazze collegate da scalinate monumentali in pietra di Viggiù, fontane scenografiche, sentieri tra giochi d’acqua e statue, e un viale alberato che conduce al “giardino segreto” con l’edicola affrescata dedicata ad Apollo e le Muse.
Una scelta insolita: l’asse principale corre parallelo alla villa, non frontalmente, spezzando le regole classiche per un effetto di piena contemplazione

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Interni affrescati e arredi di seta

D ai saloni con trompe-l’oeil mitologici nell’ex sala da ballo, alle camere da letto – il letto circolare in seta gialla della camera omonima, la stanza verde – ogni ambiente trasuda rococò e aristocrazia settecentesca.
Non mancano sale originali, come lo studio legnoso con i ritratti dei Richini e credenze col servizio di famiglia

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Rustici e filanda: industria e fascino

O ltre alla dimora padronale si dipanano gli edifici agricoli: stalle, cantina, ghiacciaia, torchio e – affascinante attrazione – una filanda storica per la seta, testimonianza viva della vita produttiva settecentesca

Segreti e leggende

L eggende raccontano di visite notturne a lume di lanterna tra enigma e brivido: percorsi misteriosi, “Senza paura” per bambini, “visite al buio” con torce per rievocare antichi rituali di famiglia.
Si narra anche dell’ “Accademia dei Segreti” di un Della Porta, alchimista, con ambienti sotterranei decorati a simboli egizi e simbolismi numerici, tra teschi e cifre sacre

Da villa di famiglia a bene nazionale

D opo il tramonto dei Della Porta, il sito passò ai Carpani, Richini e infine ai Bozzolo, custodi lungimiranti nel XIX secolo. Nel 1989, eredi donarono tutto al FAI che dal 1991 lo aprì al pubblico, restituendo agli ambienti la loro dimensione domestica originale grazie a restauri lunghi e attenti

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Q uesta villa è un invito alla scoperta lenta: caleidoscopi di silenzio tra le stanze, sussurri di seta, e promesse di mistero oltre la luce. Passeggiare qui significa immergersi in un racconto sospeso tra splendore e ombre.