Chiesa di San Michele a Golasecca

Un patrimonio romanico da salvare


chiesaromanica

News del 16/07/2025

S orge in posizione dominante sul vallone del Ticino, tra filari di tigli secolari, l’antica Chiesa di San Michele: un gioiello romanico del XII secolo, costruito sui resti di un castello longobardo, ma oggi purtroppo in rovina e abbandono

I punti salienti del complesso

O rigini e struttura: edificata nel XI-XII secolo in stile romanico, conserva l’abside inferiore e una torre campanaria in stile lombardo-piemontese; la facciata e il portico con cinque arcate sono invece databili tra Seicento e Settecento
Affreschi straordinari: scorci drammatici dell’Inferno con demoni (XI sec.), una suggestiva Crocifissione (XV sec.) e un San Michele Arcangelo componevano lo spazio sacro medievale
Simboli di devozione: un colonnato votivo, simbolo di ringraziamento alla fine delle pestilenze; filari di tigli piantati dopo la Grande Guerra a commemorazione dei caduti
Dal culto alle confraternite: dal 1570, la chiesa fu ridotta a sussidiaria di Santa Maria per volere di San Carlo Borromeo, mentre la gestione passò a confraternite locali tra cui Umiliati e Disciplinati
Declino e abbandono: dismessa negli anni Sessanta, oggi i resti mostrano lesioni, crolli e perdita degli affreschi, ma restano ancora stone testimonianze della cultura di Golasecca

Un Luogo Carico di Storia e Mistero

A dagiata su quella che era una torre di avvistamento longobarda, la chiesa domina un panorama da leggenda: fiume Ticino, colline moreniche e – nelle giornate limpide – profili del Monte Rosa.
Qui, il confine tra storia e mito si dissolve: antichi cromlechs celtici, necropoli protostoriche della Cultura di Golasecca e i muri medievali si mescolano alla memoria di confraternite luterane e misteriose devote. Il mistero è palpabile: affreschi scomparsi o traslati, segni longobardi lasciati sotto gli archi di mattoni, un ossario che reinterpreta la morte come invocazione di speranza

Iniziative e Rivitalizzazione

D al 2003, l’Associazione Amici del San Michele ha organizzato eventi, palio dei rioni, mercatini e convegni con l’obiettivo di raccogliere fondi per un restauro conservativo. Nonostante visite della Soprintendenza e segnali di interesse, il sito resta “abbandonato dagli anni Sessanta”.
Nel frattempo, parte del patrimonio mobile – tele seicentesche e affreschi – è stata trasferita alla chiesa di Santa Maria Assunta (1849) dove sono tuttora visibili grazie a recenti restauri.

E ’ una esperienza immersiva: natura, archeologia e atmosfera medievale in un unico colpo d’occhio panoramico.
Percorsi nel tempo: tra castelli longobardi, necropoli protostoriche e memorie confraternali.
Sfida al restauro: un luogo chiamato alla rinascita da appassionati, storici e sostenitori del turismo culturale.