MORTA DI AGRANO: IL SUO VOLTO

Miti e leggende di questa donna del 1700


Miti e leggende

News del 05/09/2018

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P er molto tempo il nome del paesino Agrano (frazione di Omegna) veniva pronunciato con un certo senso di timore, per la presenza della cosiddetta “Morta” o “Santa”, un cadavere mummificato di sesso femminile ritrovato nei secoli scorsi in circostanze ora del tutto dimenticate.
Sepolta e dissepolta tre volte, la Morta di Agrano venne, collocata nella cappella dell’ossario della chiesa. La Morta è sempre stata molto venerata sia dagli abitanti di Agrano che da quelli di tutto il Cusio e del Vergante; è ancora vivo, infatti, il ricordo dei viaggiatori che si fermavano alla cappella per fare doni in denaro e pregare.
La “Morta” viene invocata nei momenti di pericolo mortale; ad Agrano si ricorda particolarmente l’episodio di una tempesta in mare, durante la quale un ragazzo originario di Agrano si salvò dopo aver visto il volto della “Morta” che le sussurrava che non era ancora arrivata la sua ora.
 
 

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I l professor Paolo Malvisi, restauratore di Novara e collaboratore al museo Egizio di Torino, dopo la presentazione di un libro dedicato alla storia del paese che un tempo era comune autonomo e oggi è frazione di Omegna, ha mostrato il volto di questa donna misteriosa.
Durante la serata ha estratto un gesso riproducente quello che si presume possa essere il suo volto. Lui e la sua équipe hanno studiato il corpo mummificato nella speranza di dare risposte ai tanti interrogativi che da secoli circondano questa strana figura femminile il cui corpo si è conservato sino a oggi. Si pensava di risolvere un giallo, invece il mistero si infittisce.

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Esami e scoperta della verità

U na serie di esami compresa la Tac effettuala all’ospedale Madonna del Popolo di Omegna (Vb) ha fornito ulteriori dettagli su questo mistero: è una donna di circa 40 anni che non presentava patologie particolari al momento del decesso. Dalle condizioni delle ossa, si trattava di una donna benestante: i piedi non portavano malformazioni o segni tipici di una contadina o di chi faceva lavori pesanti e anche le unghie erano perfettamente curate.
Si pensava ad una religiosa per l’anello nella mano destra, ma la Tac ha mostrato che in vita l’anello veniva portato sulla sinistra e dunque si presume che fosse sposata.
Dopo i suoi studi, il professore indica che il suo stato di conservazione era probabilmente dato da un processo chimico naturale o per il fatto che la morte e la sepoltura siano avvenute quando era in atto la “piccola glaciazione” nel 1700, e le particolari condizioni di freddo, ventilazione e scarsa umidità, abbiano conservato il corpo fino ad oggi.

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Sistemazione e restauro della mummia

D al 1897 la Morta venne posta in posizione eretta in una teca di vetro e legno, donata con le offerte dei devoti, poiché si stava deteriorando ed essendo esposta da circa 100 anni, legata al muro della cappella con del filo di ferro, stava iniziando a piegarsi su se stessa.
Prima della collocazione nell’urna il medico condotto di Omegna le fece delle iniezioni di formalina.
Nel corso del 2007-2009 è stata sottoposta a un restauro conservativo e studiata da un equipe mista di medici che l’hanno sottoposta a un trattamento antibatterico e ad analisi chimiche.
Il 12 Settembre 2009 dopo il restauro è stata sdraiata in una teca di vetro e ricollocata nella cappella esterna della chiesa di San Maiolo di Agrano visibile da tutti.

Respice post te. Hominem te memento.
Guarda dietro a te. Ricordati che sei un uomo.