Monticello, il villaggio svanito


News del 07/08/2025

U n tempo cuore agricolo e spirituale, Monticello era un villaggio medievale nato attorno a un monastero benedettino. Abbandonato nel XV secolo, fu poi demolito e inghiottito dalla terra. Oggi ne restano solo toponimi, rovine occasionali e l’eco del suo nome: un enigma tra i campi.

N el cuore della pianura lomellina, tra rogge lente e distese di risaie, si celava Monticello, un borgo medievale di cui oggi si è persa quasi ogni traccia. Documentato fin dal X secolo come parte del comitatus Laumellensis, Monticello crebbe intorno a un monastero benedettino dedicato a San Maurizio. Era un luogo appartato, privo di mura e lontano dai grandi percorsi difensivi, dove i monaci e i contadini vivevano in simbiosi con la terra.
La mancanza di protezione, però, condannò il villaggio a una lenta agonia. Quando il vicino San Giorgio, con il suo castello e la sua posizione più vantaggiosa, iniziò ad attrarre popolazione e potere, Monticello cominciò a svuotarsi. Il monastero fu dismesso, la chiesa crollò e nel 1583 venne smantellata: le sue pietre furono riutilizzate per costruire il cimitero di San Giorgio, come a sigillare il passaggio di eredità da un mondo all’altro.
Oggi, Monticello sopravvive solo nel nome della località agricola San Maurizio, detta Simiris in dialetto. Talvolta, piene del torrente Arbogna hanno riportato alla luce antichi muri e tombe dimenticate. La sua storia, ricostruita grazie alla memoria orale, agli archivi ecclesiastici e agli studi di storici locali, resta una parabola silenziosa di tanti borghi medievali: nati nell’ombra di un monastero e dissolti nei secoli.
Ma tra i solchi della terra, il nome di Monticello continua a risuonare come un sussurro: memoria sepolta di un tempo in cui anche i luoghi più umili custodivano universi di vita, fede e mistero.