C
osa ci fa una chiesetta medievale sperduta tra gli alberi del Parco del Ticino?
Perché ha affreschi che raffigurano appestati in ginocchio sotto una Madonna volante?
E soprattutto… perché accanto sorge una colonna solitaria che segna un antico cimitero senza nome?
L’Oratorio di San Donato, a Oleggio, è molto più di una chiesa campestre: è un luogo sospeso nel tempo, nascosto nel bosco, che racconta storie di peste, pellegrini, santi e perfino di biscotti avvelenati contro un tiranno visconteo.
Già citato nel 973, conserva affreschi cinquecenteschi, archi gotici e simboli votivi che ancora oggi parlano di paura, fede e resistenza.
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A
ccanto, una colonna ossario in granito indica dove furono sepolte – senza nome – le vittime della peste del 1630. Si dice che le campane dell’oratorio suonassero a morto giorno e notte, mentre carri pieni di corpi arrivavano dal paese. Alcuni parlano ancora di una “presenza silenziosa” che si avverte se ci si ferma troppo a lungo vicino alla croce…
E poi c’è la leggenda di Pirìn, il contadino che, stanco delle angherie del crudele Barnabò Visconti, tentò di liberare Oleggio offrendogli dolcetti mortali (i Tapit!). Fu scoperto, ma – secondo il racconto – si salvò per miracolo grazie allo scoppio improvviso di una guerra. E se fosse tutto vero?


Perché visitarlo?
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i sono molti validi motivi per questa esplorazione, e te ne suggeriamo alcuni… Ma d’estate portate l’antizanzare!
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Perché è un luogo segreto che pochi conoscono.
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Perché è bello da togliere il fiato e carico di mistero.
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Perché nasconde memorie reali e leggende oscure.
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Perché lì, nel silenzio, sembra che la storia stia ancora accadendo.
Segui il vecchio sentiero nel bosco… e ascolta il vento. Hai il coraggio di cercarlo?


